Nato 4.3.1925 in Calderara di Reno Morto 5.4.1945 in Gusen
Biografia
Nadalini Bruno, nato il 4 marzo 1925 a Calderara di Reno (BO); lì residente. Licenza elementare.
Militò nel battaglione «Marzocchi» della 63a brigata Garibaldi «Bolero»; operò a Calderara di Reno, con funzione di capo-nucleo. La sua abitazione a Sacerno fu utilizzata come base partigiana sia per sua brigata sia per il battaglione «Tarzan» della 7a GAP.
A seguito di una delazione il 12 dicembre 1944 la casa viene circondata dai tedeschi e Bruno è arrestato insieme al padre, alla madre, al fratellastro Dario Nadalini, alla sorella Clara, al partigiano Italo Bosi e alla cognata Rina Ramponi, moglie di Dario.
Condotto a Bologna, è incarcerato a San Giovanni in Monte dal 13 dicembre, a disposizione del «comando tedesco SS», con matricola 12587.
Il 22 dicembre 1944 è aggregato al trasporto di 100 detenuti verso il campo di concentramento e transito di Bolzano-Gries, dove rimarrà fino all'8 gennaio 1945, data di partenza del convoglio che deporterà a Mauthausen 483 internati, tra i quali 84 del gruppo proveniente da Bologna.
All'arrivo nel lager austriaco, l'11 gennaio 1945, riceve la matricola 115625 ed è classificato come Schutzhaeftlinge; mestiere dichiarato: falegname.
Risulta deceduto a Gusen il 5 aprile 1945.
Riconosciuto partigiano dalla appositaCommissione regionale, con ciclo operativo dal 9 settembre 1943 al 15 marzo 1945.
www.ciportanovia.it
Fonte:
www.ciportanovia.it – Progetto realizzato da A.N.E.D. sezione di Bologna e Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna
Bruno Nadalini wurde am 4. März 1925 in a Calderara di Reno (BO) geboren, wo er auch wohnte. Grundschulabschluss.
Er kämpfte als Gruppenführer im Bataillon „Marzocchi“ der 63. Garibaldi-Brigade „Bolero“ in Calderara di Reno. Seine Wohnung in Sacerno wurde sowohl von den Partisanen seiner Brigade als auch vom Bataillon „Tarzan“ der 7. GAP-Brigade als Basislager genutzt.
Nachdem er verraten worden war, umstellten die Deutschen am 12. Dezember 1944 sein Zuhause und Bruno wurde gemeinsam mit dem Vater, der Mutter, dem Stiefbruder Dario Nadalini, der Schwester Clara, dem Widerstandskämpfer Italo Bosi und der Schwägern Rina Ramponi, der Frau von Dario, verhaftet.
Er wurde nach Bologna gebracht, wo er ab dem 13. Dezember im Gefängnis des deutschen SS-Kommandos San Giovanni in Monte mit der Häftlingsnummer 12587 in Haft war.
Am 22. Dezember 1944 wurde er dem Transport von 100 Häftlingen ins Konzentrations- und Durchgangslager Bozen-Gries angeschlossen, von wo man ihn am 8. Jänner 1945 mit dem Transport von 483 Internierten, von denen 84 aus der Gruppe von Bologna stammten, nach Mauthausen deportierte.
Bei seiner Ankunft im österreichischen Lager am 11. Jänner 1945 erhielt er die Häftlingsnummer 115625 und wurde als Schutzhäftling eingestuft. Ausgewiesener Beruf: Tischler.
Als Datum seines Todes in Gusen wurde der 5. April 1945 vermerkt.
Die Kommission zur Anerkennung der Partisanen der Region Emilia-Romagna hat ihn als Partisan anerkannt. Sein operatives Wirken erstreckte sich vom 9. September 1943 bis zum 15. März 1945.
www.ciportanovia.it
Quelle:
www.ciportanovia.it – Ein Projekt der Sektion Bologna der A.N.E.D. und der gesetzgebenden Versammlung der Region Emilia-Romagna